Mutuo a tasso variabile: conviene?

Con il costo del denaro ai minimi storici, questo sembra veramente il momento propizio per stipulare un mutuo. Le banche sembrano rincuorate dall’andamento economico, tanto da erogare denaro in prestito con più facilità.

Forte di questo clima favorevole, le famiglie italiane sono tornate a investire nel futuro, attraverso l’accensione di mutui per l’acquisto d’immobili, come confermato dai dati del primo semestre 2015.

Le condizioni proposte per chi decide di accendere un mutuo, sono assai vantaggiose e convenienti, ed è indipendente dalla scelta dell’opzione variabile o fisso.

Le offerte dei vari istituti di credito presi in esame, fanno emergere un tasso fisso inferiore al 3,00%, mentre quello variabile è proposto a meno del 2,00%.

Tasso variabile conviene?

In questo momento la maggior parte delle offerte riferite al tasso variabile si attesta tra l’1,80% e 1,85% e senza essere eccessivamente ottimisti, è molto probabile che gli spread calino ancora fino ad attestarsi all’incirca all’1,50%.

Lo sforzo della Bce con le sue iniezioni di liquidità verso le banche, inizia finalmente a sortire sull’economia gli effetti tanto attesi.

Mutuo a tasso variabile conviene? O è meglio il tasso fisso?

Questa panoramica però non chiarisce in pieno se sia meglio stipulare un mutuo con il tasso variabile anziché fisso o viceversa. In verità non esiste una certezza assoluta e nemmeno una risposta univoca valevole per tutti.

Se da un lato il tasso variabile ha una buona probabilità di non subire corpose variazioni almeno per i prossimi 5-6 anni, è altrettanto vero che un tasso fisso, mette al riparo da ogni tipo di fluttuazione, con la matematica certezza che nulla potrà modificarlo.

La durata dei mutui è spesso superiore ai 20 anni, ed è lecito domandarsi se si sarà in grado di mantenere fede all’impegno di un mutuo che potrebbe subire un aumento della rata, in caso di tasso variabile, significativo o decisamente significativo.

Prendere seriamente in esame la propria situazione finanziaria, significa fare proiezioni future sulle proprie entrate e anche sulle aspettative di crescita professionale e quindi retributiva.

Tasso variabile, conviene? In caso di dubbio…

Se si è in dubbio sul proprio futuro lavorativo, è meglio decidere per un tasso fisso la cui rata è stabilita a priori e sarà sempre un riferimento certo nel corso degli anni a venire.

Un consiglio importante, e da non sottovalutare, è quello, una volta stipulato il contratto di mutuo, di non fare la parte del pagatore “non partecipe”, cioè che non si interessa alle novità di mercato in fatto di mutui, o del mutare di leggi a favore, limitandosi molte volte a pagare senza troppo informarsi. Nulla di più sbagliato, soprattutto da quando esiste la possibilità di sostituire un contratto in essere con una nuova offerta più conveniente e tutto questo a costo zero.

Valutare sempre le novità di mercato, congiuntamente con il proprio istituto di credito, è un modo per risparmiare denaro e magari ottenere condizioni più vantaggiose.

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