A Bruxelles si firma il patto per la crescita, lo spread rientra di 50 punti

Al secondo giorni di lavori, dopo 13 incessanti ore di maratona negoziale, è stata raggiunta l’intesa sul Patto per la crescita, ricapitalizzazione diretta delle banche e meccanismo antispread.

La presa di posizione di Mario Monti è dunque servita per ottenere quel meccanismo di vigilanza tanto invocato che andrà coinvolgerà la Bce.

Intanto la cancelliera tedesca,  Angela Merkel, avverte: “Controlli per il rispetto degli impegni”, trovando la secca replica di  Draghi: “Si farà secondo le linee guida”.

Secondo Mario Draghi, il vertice comunitario ha prodotto”impegni di lungo termine e misure concrete sul breve termine”,la cui credibilità dipende però da una “rigida condizionalità”.

Mentre Monti proclama la sua soddisfazione: “Ci siamo battuti per queste misure ma non abbiamo intenzione di avvalercene. E’ un meccanismo utile in linea di principio”.

L’insperato accordo siglato nella notte al termine del vertice UE ha travolto anche l’entusiasmo degli investitori, visto l’immediato quanto scontato rientro  dello spread di 50/60 pb nelle sue punte.  Rispetto ai 468 punti base della chiusura di ieri sera la forbice tra i tassi Italia/Germania sul tratto decennale scivola infatti sulla piattaforma TradeWeb fino a un minimo intraday di 410 centesimi, triste record negativo da una settimana a questa parte, per poi tornare pari a metà seduta in area 435.

E’ bene precisare però che non c’è ancora molto da festeggiare, siamo infatti ancora  su livelli di spread e rendimenti ancora eccezionalmente alti e il recente accordo è servito a limitare, portandoci  a recuperare il forte allargamento dell’ultima settimana. Da qui però nasce il maggiore ottimismo, di certo non privo  di prudenza, da parte di analisti e politici .