Per l'Ue il contenimento dello Spread è un paracetamolo finanziario

Un giorno la Grecia, un altro la Spagna e in mezzo l’Italia, anche se ogni tanto qualche capatina in Irlanda la Crisi Economica, maiuscola per gravità, la fa ancora e così la  Commissione europea ha voluto definire, senza mezzi termini o giri di parole.  un eventuale meccanismo utile per il contenimento degli spread, come un “paracetamolo finanziario”. Già,  così definito, al pari di un’aspirina economica, perdonateci il gioco di parole, palliativo che non risolverebbe i problemi di fondo della crisi.

Infatti in risposta  a una domanda sulla possibilità di introdurre un meccanismo di controllo degli spread o altri sistemi di attenuazione delle pressioni dei mercati, il portavoce agli Affari economici della Commissione, Amadeu Altafaj, ha voluto affermare che tali misure “non risolvono le cause che sono alla base dell’incertezza. È una sorta di paracetamolo finanziario che può alleggerire la tensione e il malessere, ma non risolve le cause che sono alla base dei problemi strutturali dell’economia italiana, spagnola o altre”.

Il portavoce ha poi concluso il suo intervento, tenuto durante il punto stampa quotidiano della Commissione,  escludendo di fatto che vi siano state finora richieste formali riguardanti  l’acquisto di bond da parte del fondo temporaneo salva-stati, cioè l’ Efsf, misura questa che rientrerebbe nella logica del meccanismo di controllo degli spread menzionato nei giorni scorsi da Enzo Moavero, ministro italiano per le politiche europee.

Per la precisione, secondo quanto riportato da Wikipedia, il paracetamolo o acetaminofene, è un farmaco ad azione analgesica largamente utilizzato sia da solo o in associazione ad altre sostanze, ad esempio nei comuni preparati da banco per le forme virali da raffreddamento, o nei farmaci destinati al trattamento del dolore acuto e cronico.