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Quotazioni Oro: è Tempo di investire?

Il 2011 è stato l’undicesimo anno di fila di crescita per le quotazioni dell’oro, compreso il record di 1921 dollari l’oncia toccato lo scorso 6 settembre. E anche se qualche settimana fa ci sono stati dei piccoli problemi per chi ha investito in oro, per il 2012 ci sono diverse previsioni. Sulla piazza, non mancano gli ottimisti che vedono per il prossimo marzo un ritorno del lingotto a livelli record, anzi con il superamento di quota 2mila dollari. Ma c’è anche chi, come Daniel Briesemann, analista di Commerzbank a Francoforte, ritiene che “al momento l’oro non è un bene rifugio”, prevedendo in tempi brevi una discesa sotto quota 1.500 per poi risalire nel 2012 a un livello medio di 1.800 dollari. E le opinioni divergono, dividendo gli analisti. Citibank, in un recente report, ha aumentato “dal 5% al 25% la probabilità che l’oro possa salire a 2.500 dollari l’oncia”. Il broker, che ha già tagliato nettamente le stime per Stati Uniti, Area Euro e Regno Unito e rivisto al ribasso le previsioni per la Cina e l’India, per il 2011 prevede “un Pil mondiale al 3,1% e al 3,2% nel 2012”. Sulla base di queste prospettive la società, lasciando invariate le stime 2011 sull’oro a 1.590 dollari l’oncia (a 1.650 dollari l’oncia), ha abbassato tutte le previsioni sul prezzo dei metalli di base, ritenendo che “I guadagni con i metalli preziosi invece sono già stati fatti”. E anche se nelle prospettive di medio periodo l’oro rimarrà forte, “per ora il metallo giallo probabilmente prenderà una pausa”. Ma questo non deve indurre in semplicistiche conclusioni e affrettate vendite: Citibank, ad esempio consiglia di tenerlo ancora.  A determinare gli attuali rialzi del prezzo dell’oro, ci sono stati soprattutto i pessimi outlook sulle prospettive della crescita mondiale (in continuo peggioramento), per le economie occidentali. I livelli record toccati in precedenza ad agosto, ora dopo una breve pausa, sono tornati vicini, spinti soprattutto dai timori per l’andamento dell’economia americana e per il riemergere della crisi del debito europeo. Ed anche se gli analisti più pessimisti, come Dave Lutz, del fondo americano Stifel Nicolaus & Co., temono che il metallo giallo possa addirittura precipitare “in un attimo” sotto quota 1400, facendo ripartire gli acquisti delle banche centrali, tornate ad aumentare le loro riserve in oro per la prima volta da molti anni, la maggior parte degli esperti ha previsioni più ottimistiche per chi ha investito in lingotti.